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Il sito Sursum (www.sursum.unito.it), ovvero “Sussidi alla ricerca negli studi umanistici”, è stato concepito come contenitore di vari prodotti informatici volti all’elaborazione di applicazioni multimediali alla ricerca nelle discipline umanistiche. I prodotti fino ad ora progettati e parzialmente sviluppati sono quattro, ciascuno dei quali funge a sua volta da contenitore di singoli progetti di ricerca che ne costituiscono una specifica applicazione:

  • Archivi Elettronici per la Ricerca Umanistica

Il sistema è concepito per la gestione di più archivi, relativi a varie discipline dell’area umanistica e ciascuno strutturato secondo le modalità e le esigenze del singolo progetto di ricerca, che la duttilità del sistema rende sviluppabile pur con una gestione unica. Il sistema è stato finora utilizzato per quattro applicazioni:

    • Antologie di rime del Cinquecento (ed. Domenico Chiodo)
    • Favola pastorale (edd. Domenico Chiodo-Andrea Donnini)
    • Poema sacro (ed. Mario Chiesa)
    • Storie letterarie erudite (ed. Domenico Chiodo)

L’iniziativa prende le mosse dalla convinzione della necessità di approntare nuovi repertori che, ispirati alla completezza e al rigore di quelli settecenteschi, ad oggi insuperati, grazie alle nuove tecnologie disponibili consentano al fruitore di accedere in maniera diretta ad una quantità di informazioni accompagnate, se il caso, dalla riproduzione delle fonti. Nel caso specifico, ad esempio, la sezione relativa alle favole pastorali offre l’integrale riproduzione, in immagini digitali gratuitamente scaricabili, di oltre un centinaio di edizioni cinque e secentesche.

  • Laboratorio di Filologia Ipertestuale

L’opzione ipertestuale consente di soddisfare due esigenze inconciliabili nelle normali edizioni cartacee, cioè quella di presentare la pagina di testo in piena evidenza e quella di corredare il testo medesimo di tutte le informazioni filologiche inerenti la sua costituzione, l’apparato delle varianti, gli interventi operati sul testimone base, e le fonti che hanno operato sulla composizione da parte dell’autore. Il sistema presenta la pagina di testo edita criticamente e, attraverso  l’attivazione di determinati pulsanti, permette di segnalare, colorandone i segmenti interessati, tutte le informazioni pertinenti all’edizione critica che sono accessibili in finestre ipertestuali; la pagina di testo è così presentata in cinque versioni differenti: come semplice testo, con indicazione degli interventi operati per la sua costituzione, con indicazione delle varianti dei testimoni significativi, con indicazione delle fonti, infine in una tavola sinottica che fornisce tutte le informazioni contemporaneamente.
L’applicazione sperimentalmente in sviluppo riguarda l’incipit del Mondo creato di Torquato Tasso, a cura di Paolo Luparia.

  • Biblioteca Digitale del Libro Antico

Lo strumento è pensato per la schedatura e la catalogazione critica degli esemplari custoditi in biblioteche di piccole dimensioni o per sezioni specifiche di più ampi patrimoni librari. Esso infatti non si limita a fornire informazioni riguardanti la descrizione bibliologica e la localizzazione fisica dei volumi, ma consente lo sviluppo di una schedatura complessa che fornisce ulteriori informazioni critiche su autori, opere, edizioni e note di possesso dei volumi. Ne è stata elaborata una prima applicazione dedicata alla Collezione Teatrale della Biblioteca Centrale della Facoltà di Lettere e Filosofia (720 volumi); e ne è progettata una seconda dedicata ai Rari del Dipartimento di Scienze letterarie e filologiche.

  • Galleria Iconografica Digitale

Il prodotto si propone l’illustrazione, servendosi di strumenti multimediali, di opere letterarie, volumi antichi, repertori iconografici; e consiste fondamentalmente nella costruzione di pagine web che abbinino immagini tratte dai volumi antichi e commenti illustrativi delle medesime. Tale finalità minima, che fa dei contenuti iconici dell'oggetto editoriale il fulcro del progetto originario della GID, non esclude una congetturale ricostituzione dell'"istituto" stesso del libro illustrato a partire dalla sua componente visiva, intesa come controparte necessaria e sufficiente del testo (e dell'ipertesto), chiamato a ristabilire un dialogo di più in più serrato con essa. Se ne stanno sviluppando, in forma di prototipo, due applicazioni:

    • Repertori iconografici del Cinquecento (es.: Gli Emblemata dell’Alciati [ed. Massimo Scorsone])
    • Illustrati del Fondo Cian (ovvero volumi di pregio conservati nella biblioteca del Dip.to di Scienze letterarie e filologiche dell’Università torinese).